E così, dopo un paio di ore passate a rigirarmi tra le lenzuola e a far roteare i miei piedini in modo circolare e isterico ai piedi del letto, decido di scendere dal soppalco. E buttare giù un paio di considerazioni. Mi giro nel letto e constato che le occhiaie da troppo e da troppo poco sonno sono diverse, ma non saprei descriverle. Mi giro nel letto e constato che adoro stare da sola, ma non in ambienti chiusi. Il che significa forse che non so stare da sola. O forse soltanto che ho paura di stare sola in casa. Mi giro nel letto e constato che in ogni caso sono sola, ma che il più delle volte me ne dimentico. E poi lo so, sono troppo egocentrica per non esserlo. Mi giro nel letto e constato e sorrido al pensiero che qualcun'altro è sveglio come me. Mi giro nel letto e constato che a volte è ora di cambiare aria. Mi giro nel letto e constato che mi è venuta voglia di tagliarmi i capelli, e che se non fossi abbastanza superficiale lo avrei già fatto ora, da sola. Mi giro nel letto e constato che sono stufa della mia faccia, stufa della mia voce, stufa della mia pelle bianca. Mi giro nel letto e constato che sono egoista. Mi rigiro nel letto e constato che non lo sono comunque abbastanza. Mi giro nel letto, stufa di riempire le ore degli altri. Mi giro nel letto, stufa delle mie forzate abitudini. Mi giro nel letto e non voglio più pensare. Perchè poi arriverà il mattino. Mi alzerò dal letto e mi guarderò stufa allo specchio. Penserò che non è il momento di spendere soldi in tagli di capelli. Poi, farò la mia triste colazione. Poi, uscirò di casa, e svolgerò, a modo mio, i miei piccoli doveri di "studentessa con vaghi sensi di colpa". Poi farò le solite telefonate, manderò i soliti messaggi. Passerò una serata uguale a tutte le altre. Poi tornerò a casa. Salirò nel soppalco, inizierò a rigirarmi nel letto e tornerò a constatare che le occhiaie da troppo e da troppo poco sonno sono diverse, ma che non saprei desciverle...
venerdì 20 gennaio 2012
E così, dopo un paio di ore passate a rigirarmi tra le lenzuola e a far roteare i miei piedini in modo circolare e isterico ai piedi del letto, decido di scendere dal soppalco. E buttare giù un paio di considerazioni. Mi giro nel letto e constato che le occhiaie da troppo e da troppo poco sonno sono diverse, ma non saprei descriverle. Mi giro nel letto e constato che adoro stare da sola, ma non in ambienti chiusi. Il che significa forse che non so stare da sola. O forse soltanto che ho paura di stare sola in casa. Mi giro nel letto e constato che in ogni caso sono sola, ma che il più delle volte me ne dimentico. E poi lo so, sono troppo egocentrica per non esserlo. Mi giro nel letto e constato e sorrido al pensiero che qualcun'altro è sveglio come me. Mi giro nel letto e constato che a volte è ora di cambiare aria. Mi giro nel letto e constato che mi è venuta voglia di tagliarmi i capelli, e che se non fossi abbastanza superficiale lo avrei già fatto ora, da sola. Mi giro nel letto e constato che sono stufa della mia faccia, stufa della mia voce, stufa della mia pelle bianca. Mi giro nel letto e constato che sono egoista. Mi rigiro nel letto e constato che non lo sono comunque abbastanza. Mi giro nel letto, stufa di riempire le ore degli altri. Mi giro nel letto, stufa delle mie forzate abitudini. Mi giro nel letto e non voglio più pensare. Perchè poi arriverà il mattino. Mi alzerò dal letto e mi guarderò stufa allo specchio. Penserò che non è il momento di spendere soldi in tagli di capelli. Poi, farò la mia triste colazione. Poi, uscirò di casa, e svolgerò, a modo mio, i miei piccoli doveri di "studentessa con vaghi sensi di colpa". Poi farò le solite telefonate, manderò i soliti messaggi. Passerò una serata uguale a tutte le altre. Poi tornerò a casa. Salirò nel soppalco, inizierò a rigirarmi nel letto e tornerò a constatare che le occhiaie da troppo e da troppo poco sonno sono diverse, ma che non saprei desciverle...
Scritto e diretto da: miazalica a 03:08 | link | commenti |
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