venerdì 27 gennaio 2012

mercoledì, 17 settembre 2008
Facebook generation - (e tu? sei già stato aggiunto?) 
"Tu ce l'hai il facebook?", mi chiede. Rispondo chiedendogli se ha visto il video "Inno contro il facebook" che gira in rete. Mi chiede di che si tratta. Spiego che il ritornello fa: "Mi sto stancando di facebook". "Ah, ma è tipo un inno di ex fumatori che cantano contro il fumo? Non può piacermi", commenta.
Ebbene sì, due individui privi di facebook che chiacchierano sul facebook. Come dire, due vergini che parlano di sesso. E vien fuori questo:
1. facebook, come qualsiasi tipo di innovazione tecnologica, è di per sè neutro.
2. l'utilizzo che se ne fa, come di qualsiasi altra cosa eccetto il bere acqua, può avere effetti benefici o nocivi
3. poichè non conosco utilizzi intelligenti del facebook (o meglio, non vedo cosa dia in più rispetto a un semplice sito), posso affermare che "non mi sta sul cazzo facebook, ma chi ne possiede uno".
4. mi stanno sul cazzo ancora di più quelli che non ne hanno uno ma vanno a sondare quelli degli altri
5. aprire un facebook per chi è in cerca di un lavoro è pura follia. Per il tuo futuro datore di lavoro la pagina facebook sarà sicuramente più esauriente di un semplice CV.
6. il pericoloso "link to link" (per cui con un semplice click puoi passare dalla pagina di Giovanni a quella di Katia e poi a quella di Sara) a cui inesorabilmente si piega qualsiasi avventore di facebook (ma anche di wikipedia - dove con un click puoi passare dalla storia del Leerdammer alla biografia di Stalin) può diventare un gioco protratto all'infinito
7. in ogni istante della tua vita, tu puoi andare a vedere che cazzo sta facendo una persona che hai conosciuto 10 anni fa e con cui hai tagliato i ponti circa 6 anni fa, e lo stesso può fare lei con te: agghiacciante
8. non solo puoi andare a vedere il facebook della tua ex. puoi anche vedere le foto di lei con il suo nuovo tipo, con tanto di sfondo con Tour Eiffel e tigri d'Africa. E ancora, con un semplice click puoi sapere tutto anche di lui: chi è, cosa fa, quanti amici ha, che libri legge, i suoi piatti preferiti e puoi anche monitorare il suo UMORE DEL GIORNO! (vabbè l'umore del giorno forse è una prerogativa del Myspace...ma vabbè...)
9. come deve reagire uno che si vede le proprie foto del sabato sera, sverso come una merda mentre cerca di leccare le corna di un toro meccanico, caricate su un facebook qualsiasi alla mercé di chiunque riesca a metter mano su un pc? (e come deve reagire all'idea che il suo datore possa un giorno vederle?) Intendo dire: quand'è che si entra nella violazione della privacy?
10. risulta banale dirlo, ma per completezza lo farò. il discorso del "quanti amici hai sul facebook". la storia del "conta la quantità e non la qualità..."e qui mi fermo.
Eppure, nonostante tutto, il facebook tira un casino. Perchè? "Ha lo stesso significato che aveva una volta l'avere un accendino", osserva il mio interlocutore. Io direi che ormai il facebook rientri in ciò che i sociologi chiamano la "social currency", moneta sociale. Fa parte cioè di quella serie di argomenti facilmente condivisibili che si utilizzano per favorire il dialogo tra esseri umani (il tempo, il traffico, lo sport, la politica). E per dirla in parole ancora più spicce, è la migliore alternativa al "Mi lasci il tuo numero?". Insomma, è sicuramente meno imbarazzante di una chiamata al cellulare. E a quanto pare anche di un sms. Forse perchè facebook è di per sè improntato al frivolo. Comunque sia, posso dire per certo che mi è capitato di vedere persone che si scrivono tramite facebook, e poi quando si vedono di persona neanche si parlano. Questa sì che è perversione. Da qui, il mio compagno di caffè se ne esce con una bella riflessione. Una volta funzionava così: le cose più importanti andavano messe per iscritto. Parlo di lettere d'amore, come di contratti d'affitto. Oggi, accade il contrario. Parlare è la cosa più compromettente. Meglio mandare foto sul myspace. Meglio scrivere un commento sulla sera precedente. Meglio mandare il link dell'uomo lucertola seduto su una panchina. Meglio tutto, fuorché parlare. Perchè, forse, non si può parlare di stronzate all'infinito. Meno male, a questo punto, che ci sono gli sms. Una sana via di mezzo, che bene o male la gente usa anche per dirsi cose importanti. In 144 caratteri.

Scritto e diretto da: miazalica a 21:25 | link | commenti (2) |


#1   22 Novembre 2008 - 14:02
 
Quando hanno inventato il telefono, alla fine dell'Ottocento, la gente era diffidente e diceva che era meglio scriversi perché una lettera scritta a mano é meglio che non sentire una voce distorta che passa dentro i fili... Poi quando é arrivato il cellulare la gente diceva che era chissoso e volgare... poi dopo che il cellulare é stato accettato allora hanno iniziato a prendersela con gli SMS... ora il "mostro" da combattere é facebook. E' sempre la solita reazione antiprogressita verso ciò che é nuovo. Facebook é uno strumento fantastico per conoscersi e far conoscere. Se uno ci tiene tanto alla privacy faccia a meno di usarlo. Andrebbe sicuramente regolamentato sotto questo punto di vista (le foto...) comunque, come tutte le mode, può risultare irritante o essere utilizzato male o forse troppo, ma in sé non é negativo, anzi: é uno strumento potente che aumenta le possibilità di relazioni sociali.
utente anonimo
#2   23 Novembre 2008 - 12:14
 
Il punto uno del mio elenco era: "facebook è di per se neutro" (ossia, non è negativo). Bastava leggerlo per evitare di lasciarmi un commento inutile. Tra l'altro, devo essermi dimenticata di aggiungere un punto: il frequente utilizzo di facebook, come quello in generale di internet, danneggia la capacità di concentrazione, modifica quella di apprendimento e disabitua il cervello ad assorbire ed elaborare testi non accompagnati da immagini e/o video, in particolare se lunghi, anche se non necessariamente complessi.
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