A lui. Che mi ha conosciuto in questo modo:
LEI: pronto? IO: ciao, sono io. LEI: io chi? IO: [illuminato] sono wolf, risolvo problemi; mi hanno detto che in quell'ufficio ne avete uno… LEI: chi sei?! IO: [spento] no, niente, scusa… stavo citando una scena di un film che ho visto 100 volte, non ci pensare. LEI: che film? IO: pulp fiction, l'hai visto? LEI: sì, che bello, l'ho visto un sacco di volte. IO: [di nuovo illuminato] …perciò descrivimi marsellus wallace. LEI: chi?!?! IO: [più spento di prima] vabbè, fa niente. IO: [tra me e me] ma non l'avevi visto un sacco di volte? Ma in che lingua l'hai visto? In aramaico antico con sottotitoli in cambogiano? Oppure stavi leggendo il giornale mentre guardavi il film? Mah…
A lui. Che mi ha detto “mio piccolo fiore di campo”.
A lui, a cui ho detto “fiore di campo non è troppo patetico, ma c’è di meglio”…
A lui, che ha risposto, “va bene, mio piccolo tubetto di dentifricio….”
A lui, che mi scrive “pausa sigaretta alle tre?” e mi vede scendere alle quattro meno venti.
A lui, a cui ho detto: “ti faccio uno squillo quando scendo….” e che incontrandomi sulle scale durante la fuga antincendio ha risposto: “non avevi detto soltanto uno squillo?”
A lui, che mi chiede “<<ciao bella>> ti dà fastidio?” e che, in assenza di risposta, omette il “bella” lo stesso, si sa mai.
A lui, che il 30 gennaio mi scrisse: “devo sbrigarmi a compiere gli anni anch’io, che sennò mi raggiungi…”
A lui, che ha inventato i giorni a.m. e i giorni d.m., un tocco di follia senza senso.
A lui, che un giorno mi ha consigliato: “non dare le perle ai porci”.
A lui, a cui quella volta ho risposto: “ma che è, una frase tua? dimmi che è tua, e oggi stesso ti sposo….”
A lui, che mi rispose: “purtroppo non è mia...è di uno che chiamavano Gesù…niente matrimonio temo”
A lui, che da allora è probabilmente l’unico uomo sulla terra in grado di dirmi (e lo ha già fatto) “ma come, non ti ricordi di quella volta che volevi sposarmi?”
A lui, che mi ha scritto una frase che ricorderò sempre.
A lui, che mi scrive “ciao, mio piccolo sturalavandini; ciao, mio piccolo assorbente con le ali; ciao, mio piccolo block notes, come stai?”
A lui, che spesso mi ricorda: “Allora, sarai al corrente di un’invenzione che si chiama televisione, e che su questa invenzione danno le serie…”
A lui. Sempre lui. A lui, che “c’è posta chicco!” ogni volta che gli scriv(ev)o.
Proprio a lui. Che mi vide cambiar colore in punto di morte.
A lui, che all’inizio rise.
A lui, con cui risi dopo.
A lui, che non mi saluta con un “allora ci sentiamo”, ma con un “ricordati tutto”.
E mi ricordo tutto.
Auguri, mio piccolo temperino a manovella.
Anche tu, ricordati tutto.
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