giovedì 19 gennaio 2012

lunedì, 16 gennaio 2006 
Lunedì 16 gennaio 2006. Due colpi decisi battono alla porta di casa Z.
La sottoscritta è sola in casa.
PORTA: Toc, toc.

Scritto e diretto da: miazalica a 20:02 | link | commenti |


IO (penso tra me e me).: Non ci sono per nessuno!
PORTA: No, non hai capito.
PORTA (più minacciosa): Toc, toc!
IO: Ma chi diavolo è?!
PORTA: Sono colei che arriva quando meno te lo aspetti...
IO: Ah, la rompicoglioni del primo piano....No, non le ho le due uova da darti indietro!!
PORTA: Ancora non hai capito. Odio dover usare le maniere forti.
In un attimo, la porta si apre, sfasciata in pezzi, e una vecchia, grassa e minuta, appare davanti ai miei occhi. In testa, un batuffolo di capelli bianchi e ricci, che pare una nuvola, o il culo di un barboncino. Un paio di Superga rosse ai piedi gonfi, che paiono due ciliegie. Avvolta in un odoroso alone aureo, color boccetta di Chanel numero 5. Senza guardarmi, fa lo slalom tra i pezzi della porta sfasciata e mi si avvicina. (Particolare veramente interessante: la vecchia a tutti gli effetti somiglia parecchio alla mia vicina di cui sopra.)
Ma torniamo a noi.
IO (con finta indifferenza): Ah, e saresti tu? La...mmm...orte?
VECCHIA: Sì, sono io. E’ giunta la tua ora.
IO (cercando di prendere tempo): Ti facevo molto più terrificante, lo sai? Non so…Cosa sono tutte ‘ste perle, il rossetto, ‘sti fuseau verdi...? Saranno i film e tutto, ma io mi aspettavo un uomo vestito di nero con cappuccio e accetta...qualcosa del genere insomma... 
VECCHIA: Sì, quello è mio figlio. Mi dà una mano. Sai, anche lui deve guadagnarsi la sua paghetta settimanale.
Sorride.

IO (illuminata): Certo, capisco. E io che pulivo la tazza del water…A proposito, hai bisogno di altri ragazzi? Chessò, potrei fare un part time, ci mettiamo d’accordo e vediamo…
Ma la vecchia, senza ascoltarmi, d’un tratto tira fuori dalla borsetta una 44 magnum e me la punta addosso.
IO: Ma come! Così? A bruciapelo?
VECCHIA: E cosa ti aspettavi, bambola? Un sms di avviso?
IO: No, no...è solo che ecco...domani avrei un esame....
VECCHIA: Appunto, bella. Cogli l'aspetto positivo...Come sono stupidi questi giovani…
IO (confusa): Ma no...non è l’esame…E’ quel pesce persico nel frigo…
VECCHIA (spazientita): Cosa??!
IO: E va bene. No, è che, insomma, nemmeno il tempo di fare gli ultimi saluti….Cioè, per dirti…Ieri sono uscita con un amico e l’ultima cosa che gli ho detto prima che se ne andasse non è stata “Ciao!”, ma “Ciao, stronzo!”…solo che, sai, si scherzava…Uno mica va a pensare di morire così, all’improvviso…Che vergogna, insomma! Capisci?
VECCHIA: Eeh, mia cara. Tu non sai quali ultime parole mi è capitato di sentire in tutti questi anni... E poi, non ho tempo. Facciamola finita. Allora. Sei pronta? Sentirai solo un colpo e via. Breve e indolore. Quale fine migliore!
IO (disperata): Ma no, aspetta!! Così??!! Non so...sei proprio convinta di non aver sbagliato appartamento?! Guarda che qui al terzo c'è una vecchia che son giorni che non si muove dal letto....ecco, a lei sì che faresti un favore...
VECCHIA (tirando fuori un palmare, e strizzando gli occhi per leggere): 16 gennaio, quarto piano, 21 anni...no no, sei proprio tu. 17 gennaio, terzo piano, 89 anni...quella è domani, alle cinque.
IO (di nuovo illuminata): Ecco, ecco!! Un'altra cosa! Dai, fammi almeno compiere 22 anni....mancano pochi giorni!! Vuoi mica farmi morire così? Cioè, voglio dire, sai che rottura per i giornalisti: "Trovato senza vita il corpo di un'extracomunitaria quasi ventiduenne..."
VECCHIA (perplessa): Hmmm. Questo è già un problema discutibile. ‘Sti giornalisti mi fanno sempre casini. “E potevi farlo a pezzi più piccoli, e potevi sparare più colpi, e potevi farlo di giorno che le foto venivano meglio…”
IO (con le mutande grondanti di sudore…giuro, sudore!): Allora...siamo d’accordo..? Ci si rivede dopo il 30..? Io torno a studiare eh...
VECCHIA (con sguardo benevolo, quasi da brava nonnina che sta per offrirti un cioccolatino scaduto): Per questa volta passi...ma ricordati: ci rivedremo presto.
(Rapidissima slide con la sottoscritta, valigia sottomano, affannata alla ricerca del passaporto tra i cassetti del comodino) VECCHIA: A rivederci, mia cara.
IO (con tono rassicurante): Sì, sì, ho capito, dai. Non preoccuparti, che la prossima volta ti apro subito eh. Anzi, facciamo così, diamoci un segnale: fai tre colpi, ok? Toc, toc, toc. Ok? Tre colpi, e saprò che sei tu! Anche perchè la tipa con la storia delle uova m'ha proprio rotto, non vorrei mai sbagliarmi e aprire a lei! Ecco, quando penso a quella non mi dispiace pensare di morire!

IO: Sì sì, ciao...
VECCHIA (quasi sorridente): Un'ultima cosa. La prossima volta...non farti trovare in pigiama però. Sai, sempre per la storia dei giornali...non so, non dico un vestitino sexy ma insomma, più curata magari, eh?
IO (assecondandola): Hai ragione, non ci avevo pensato. Anzi, quando poi mi darai il colpo di grazia, dammelo qui nel fianco sinisitro, così quando sarò a terra mostrerò il mio profilo destro, credo sia migliore....
VECCHIA: Bene, brava, è così che si ragiona. A presto allora.
E, come niente, in un “puff”, scompare nel nulla. Lei, la nuvola, le ciliegie.
Sorrido anch’io, ma isterica.

Nessun commento:

Posta un commento