mercoledì 18 gennaio 2012

giovedì, 29 dicembre 2005
  Ieri sera sono uscita con un amico. Beh, devo dire che non si tratta proprio di un amico d'infanzia: infatti non ha ancora avuto il piacere di conoscere la mia famosissima raccolta punti secondo la quale decido, dopo due secondi di tempo, se sia il caso o meno di continuare a frequentare una persona. Infatti il poveraccio, ignaro delle mie continue somme e sottrazioni a ogni sua frase, prima ancora che mi fosse venuto a prendere sotto casa, deve aver perso qualcosa come un centinaio di punti. Tutto iniziò così.
I MAXIACCORDI prima di uscire:
LUI: "Allora, per stasera va bene. Dimmi dove si va e quando, e dove ci incontriamo."
Dimmi dove = non propone il locale = -30 punti
Dove ci incontriamo =non mi viene a prendere = -10 punti
E siamo già a meno quaranta. Concludiamo gli accordi in modo diplomatico: lo costringo a venirmi a prendere, decido io l'ora e gli intimo di scegliere il locale.
Appuntamento alle 21.30. Squillo al cellulare, ovvero "sono sotto", alle 21.27.
Si tratta di un evidente anticipo: -5 punti (solo? a rifarla oggi la scala sarei molto più cattiva)
Nell'autoradio cd vario molto piacevole, + 20 punti, ma soprattutto +2000 punti alla vista dell'automobile (per motivi di privacy non riporto il modello).
La serata però a questo punto decolla. Sarà per il comfort dell'abitacolo, sarà per i regali che mi sono trovata tra le mani prima ancora di aver avuto il tempo di dire "io odio i regali di natale", sarà perché LUI ha già usato la parola GAP generazionale, che è una parola che mi piace proprio, ma insomma la serata spicca il volo.
Tutto regolare fino al parcheggio. E fino al locale. Nel locale, la posizione del tavolo assegnatoci sottrae però di brutto un centinaio di punti alla serata (non a LUI che stavolta non c'entra niente), ma il picco viene toccato all'ora del dessert.
LUI: "Secondo te cos'è questo tortino al cioccolato caldo che tra parentesi c'è scritto "12 min." ?"
IO: "Mah, non so. Secondo me è una roba enorme che per ordinarla devi essere almeno in 12..."
LUI: "Ah, 12 persone minimo, intendi? Io invece credevo fossero 12 minuti di preparazione."
IO: "Ah ah, bella questa..."
CAMERIERA: "Allora avete deciso?"
LUI: "Sì vorrei un tortino al cioccolato caldo..."
CAMERIERA: "Ci vogliono 12 minuti di preparazione però..."
IO: "Vado a incipriarmi il naso..."
Cameriera si allontana, lasciandoci in trepida attesa del tortino.
Dopo 20 minuti, arriva. Ecco, deve trattarsi di un refuso. 21, non 12.
Arriva. La cameriera mette il piatto sul tavolo ma noi non ce ne accorgiamo neanche.
Lo toglie. Lo rimette. Niente. Lo toglie. Lo rimette. Nisba. Lo toglie.
IO: "Ma che fa sta tipa?"
Lo rimette.
LUI: "Ah, ecco il dolce!"
INSIEME: "Ma dov'è?!"
Nel pieno centro dell'enorme piatto bianco riposa una microscopica pallina di cioccolato.
LUI: "12 minuti per fare QUESTO?"
IO: "No, 12 minuti per CERCARLO."
Ne ordiniamo immediatamente altri quattro, ma il locale chiude prima che siano pronti: ci dicono, come dal fotografo, di tornare a ritirarli la mattina seguente.
Usciamo dal locale. Saliamo sull'auto, dopo un trasalimento della sottoscritta al ricordo di "con che macchina eravamo arrivati".
La serata è andata decisamente bene. Ha anche offerto lui (+200 punti). Mi accompagna a casa.
"Allora, buonanotte", mi dice.
Non faccio cenni di voler scendere.
"Beh, grazie della serata. Buonanotte"
Sembro ancora non intenzionata a scendere.
"E va bene, dove ti porto adesso?"
"No, niente, ora scendo", mento spudoratamente.
Dopo un'ora, infine, vinta dai suoi continui sbadigli intimidatori e ormai travolta dalla stanchezza, mi decido a scendere.
Mentre apro la portiera sulla sua faccia scorgo un malcelato sorriso che malcela un sospiro di sollievo che malcela un "finalmente se ne va" che malcela un malcelato sorriso che malcela un sospiro di sollievo...e così all'infinito. Anzi, soltanto fino a completare l'intero sudoku.

Scritto e diretto da: miazalica a 20:43 | link | commenti |

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