giovedì 19 gennaio 2012

venerdì, 17 febbraio 2006
Meladai's Plaza
Tutto concentrato in tre ore. Due concerti introduttivi, premiazioni, fuochi d'artificio e poi...il big della serata. I giornalisti che dicono "big" mi mandano in sollucchero. I concerti introduttivi me li sono persi. Ero a fare la coda per entrare. Sì. Avete capito bene. LA CODA. Non mi sono bastate le sette ore per avere i biglietti. Ho fatto un'altra mezz'oretta di coda per ENTRARE. Ma questo ed altro per il mio Jami, Jamiroquai per gli amici. Entro, dopo essere passata liscia come l'olio d'oliva attraverso i metal detector, (il canino d'oro l'ho lasciato a casa, quello suona sempre). Ed ecco le premiazioni. Ogni frase, dio mio, anche stavolta, ripetuta in tre lingue diverse. E poi, a ogni premiazione l'inno del vincitore. E tra i vincitori, anche gli italiani. Slittino a due, bronzo. Gli italianissimi Plankensteiner e Haselrieder vanno a ritirare il premio. Gli appendono al collo una medaglia a forma di cd-rom, probabilmente la versione più aggiornata di un nuovo Antivirus. Per fortuna stavolta non parlano. Li ho sentiti già oggi in televisione. I vincitori italiani. "Noi sssiamo sceso e abbiamo fffvinto il terzo possto..." E poi, ragazzi. Le giacche. Voglio dire, Armani. Mi han detto che è Armani che ha vestito gli atleti italiani. Ma li avete visti? Tute spazali, color alluminio. Roba da Apollo 13. Pronti a posizionare la bandierina italiana sul cratere di un satellite. Sul serio eh. Poi, fine delle premiazioni. Ed eccolo il mio uomo. Lui, in pelle ed ossa. Il suo cappello, e lui. Un cappello improponibile come i suoi soliti (decorato con una dozzina di spade che gli fanno da cerchietto introrno alla testa) e un paio di scarpe da ginnastica fichissime come al suo solito. L'animale da palco salta a destra e sinistra con le sue movenze funky, ma dalla distanza a cui mi ritrovo è solo un puntino microscopico alto due centimetri che si muove isterico con salti che sfidano la forza di gravità. Un'oretta scarsa di delirio, e poi chiude con "Deeper Underground", che mi manda in sollucchero. Finisce. Saluta. Lancia il cappello in mezzo al pubblico. Quattro morti e dodici feriti. Esce. Fine. Fine? Macchè. Arriva la Corna (finalmente ho visto chi è). Pare non avere alcun ruolo nell'intero spettacolo. E se ce l'ha, sarebbe stato meglio non l'avesse. No, dico. Almeno un paio di lezioni di italiano avrebbero potuto dargliele. E poi..."Tante bbelle ccose.....Tante bbelle ccose...." il disco ogni tanto si incanta su questa ridicola frase. Cioè, voglio dire. Tante bbelle ccose? Ma lasciamo perdere. La Corna si presenta sul palco all'uscita di Jamiroquai. "Volete il bis vero?!! Lo chiamiamo? Lo facciamo tornare? Gia-mi-ro-que-i?!" La gente sta evacuando la piazza. Le ambulanze raccattano i feriti con le spade di Jamiro conficcate negli occhi, nel fegato, nel tendine d'Achille. Pozze di sangue, misto Coca Cola e mozziconi di sigaretta, dilagano sul pavimento della piazza. La Corna sorride confusa. Un'altra volta, non ha capito nulla. "Ehm...niente...vabbè....buonanotte a tutti....Io vado eh...E mi raccomando....Tante bbelle ccosse..."

Scritto e diretto da: miazalica a 00:42 | link | commenti |

Nessun commento:

Posta un commento