venerdì 20 gennaio 2012

mercoledì, 29 marzo 2006
  
Eccovi illustrato in breve il susseguirsi di un colloquio tipo per entrare nel TEAM di un'affermata azienda, spesso internazionale.
I candidati vengono riuniti a un tavolo. Viene detto loro, mentendo, che devono semplicemente compilare un foglio con i loro dati personali. Una banalità. Ma vediamo in realtà cosa accade nel frattempo.
Una telecamera (nascosta) posta sotto il tavolo riprende le varie posizioni delle gambe, che vengono immediatamente studiate da una squadra attiva di psicologi seduta davanti a un megaschermo in cui appaiono paia e paia di piedi e ginocchia messi nelle posizioni più diverse. Una squadra di stilisti, nella stanza adiacente, studia invece i rispettivi capi dalla vita in giù, selezionando immediatamente quelli da promuovere e quelli da bocciare. Ed eccoti, quel giorno ti sei messo proprio quei pantaloni che fanno un po’ effetto “acqua in casa”, ma erano gli unici non a lavare e non solo, proprio in quel momento ti ha colto un inenarrabile solletico esattamente sotto la pianta del piede, per cui cerchi con movimenti confusi di darti una grattata al piede, strusciando in maniera poco elegante un piede contro l’altro. Il dott. Lì Der, lo psicologo incaricato di studiarti, annota: bizzarri strusciamenti dei piedi: evidente sintomo di insicurezza, disadattamento e desiderio sessuale represso.
Una seconda telecamera, sempre nascosta, (ma anche no, in ogni caso nessuno si mette a guardare lassù), riprende dall’alto, con ampie zummate, niente di meno che le schede che state compilando. Lì Der nota subito che: non ricordi a memoria il tuo codice fiscale; che nello spazio per “attività e interessi” hai inizialmente scritto "tele e playstation", immediatamente cancellato e corretto con "palestra e volontariato"; e che, infine, hai scritto “coscenza”, poi ricorretto con “coscienza”, poi ricorretto con “coscenza”, e infine cancellato e ricorretto con “costanza”. Lì Der annota: scarsa memoria, ipocrisia, ignoranza, ottusità, pigrizia, modesta attitudine all’arrangiamento .
L’enorme specchio di fronte al tavolo, infine, è in realtà un vetro dietro al quale vengono stavolta studiate, oltre alle magliette e camicie dei candidati, le varie espressioni del volto durante la compilazione della scheda. Tu, intento nella compilazione, prima tiri fuori la lingua mentre correggi la riga delle “attività e interessi”, dopodichè sbirci dal foglio del vicino per vedere la data. Lì Der annota: inaffidabilità, slealtà, stupidità. Quoziente intellettivo presumibilmente pari a quello di una pecora clonata.
Dopodichè si passa ad attività più pratiche, si tratta della cosiddetta “Ora bricolage”. Viene distribuito a ciascun candidato: un foglio, una penna, tre pennarelli, un paio di forbici, un tubetto di colla, e una pistola. Il compito assegnato è: “In cinque minuti, rappresentare voi stessi con gli strumenti forniti. Boia chi molla.” Il primo pensiero che ti viene in mente infatti è la pistola. Ma, dopo una breve riflessione, rinunci a utilizzare l’oggetto intruso. Dunque inizi a ritagliare il foglio che hai davanti. Con il pezzo rimanente cerchi di costruire un aereo ma ti ricordi soltanto in quel momento di non essere mai stato capace a costruirne uno, quindi, come niente fosse, riprendi a tagliuzzare il foglio fino a che non ne rimangono che un milione di briciole sparse sul tavolo. Poi resti con le braccia incrociate, e aspetti che l’ora di ricreazione finisca, curioso di vedere i risultati delle creazioni degli altri candidati. Un tipo ha incollato le forbici al foglio (lo psicologo annota “creatività, apertura mentale, senso dell’humour”); un’altra ha disegnato una piramide, e ci si è disegnata sulla punta (“notevoli doti di leadership, posizione dominante in ambito sessuale”), il terzo afferma, beffardo, che la pistola in sé lo rappresenta già. Non riesci a trattenere un rumoroso ghigno in seguito a tale brillante osservazione. Ma, colpo di scena, lo psicologo annota: “elevata propensione al rischio e senso di responsabilità”. Dopo quest’ultimo passaggio, ti ringalluzzisci un poco, convinto che anche la tua creazione potrà essere considerata, dati i casi precedenti, inspiegabilmente il frutto di una mente sfiorata dal genio. E' il tuo turno, e luminoso, dichiari: “Credo di essere troppo complesso per potermi definire dentro a un foglio di carta, ecco perché ho pensato di disintegrarlo”. Lì Der annota: “Manifesti segni di superficialità, instabilità mentale, immaturità, propensione alla violenza ed esplicita tendenza all’omosessualità…” Sdegnato, abbandoni la sala ricreazione e vaghi alla ricerca della mensa, impaziente di pucciare i capelli nel budino o di lanciare chicchi di riso cercando di farli appiccicare agli occhiali della vicina di tavolo.



Scritto e diretto da: miazalica a 23:43 | link | commenti (2)



#1   30 Marzo 2006 - 00:35
 
i
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m
e
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s
a
lo dico in coscenza
ops.
coscienza
ops..
coscenza
(ma vaffanculo)
costanza..
;-))
batto le mani..
vinco io..
La mia homepage: http://iomestessomemedesimoio.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente leggimi
#2   06 Aprile 2006 - 13:21
 
L'unica risposta a un quesito stupido è sempre la follia... incollarsi le forbici in viso in modo che gli occhi vedano attraverso l'impugnatura, infilarsi la pistola nei pantaloni, i pennarelli nelle orecchie dopo essersi tracciati dei segni sulle mani, arrotolare il foglio come bastone e correre intorno al ta volo urlando e malmenando gli altri candidati con il finto bastone. Quando arriva lo psicologo, la guardia o il responsabile personale devastarlo di calci sulle caviglie. poi staccarsi la forbice, riporre tutto ordinatamente sul tavolo, ringraziare e andarsene sempre rivolgendo le spalle alla porta. Inchino orientale prima di uscire, poi via al bar.

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