martedì 24 gennaio 2012

mercoledì, 06 settembre 2006
Sull'inutilità dei bigliettini  
Personalmente mi ritengo una discreta esperta in fatto di bigliettini, che ho iniziato a sfruttare alle medie, e le cui tecniche di preparazione, stampa e utilizzo sono riuscita ad affinare col tempo. Ricordo in particolare un'idea geniale che mi era venuta in mente, sempre alle medie, ma che si è dimostrata potenzialmente clamorosamente fallibile. Era l'epoca dei bigliettini nel portapenne, nelle maniche, in tasca, nelle penne enormi, nel pacchetto di fazzoletti. Ebbene, io ero riuscita a trovare un modo geniale per evitare quel fastidioso rumore di bigliettini che vengono "scartati" come caramelle perchè piegati in modo da essere più piccoli possibile. Si trattava di incollare i bigliettini sulle suola delle scarpe. Trovata geniale, perchè poi ti sedevi, alzavi un piedino e lo appoggiavi sul ginocchio, e nel frattempo davi fugaci sguardi alla suola: nessuno avrebbe sospettato di niente. L'inghippo è questo: ovviamente, una volta incollati i bigliettini, uno non si deve più alzare dalla sedia. Era accaduto invece che io ero andata in bagno poco prima che fosse iniziato il compito, e una volta tornata, appena messo il piede in posizione strategica: tadaaam!, i biglietti si erano talmente sporcati (alcuni si erano anche tolti), che non sono riuscita più a leggere quasi niente. Ecco, questa esperienza traumatizzante mi ha risvegliato, e da allora ho sempre cercato i metodi più strategici per scopiazzare. Ma oggi stavo pensando a questo. Dopotutto si tratta di un lavoro veramente impegnativo. Per fare dei bigliettini come si deve, infatti, occorre:
- sapere più o meno qual è il programma da studiare (di solito per me è la parte più impegnativa)
- dare uno sguardo fugace a tutte quelle pagine
- selezionare gli argomenti ritenuti più "caldi"
- ricopiarli su pezzettini di carta
- eventualmente usare sinonimi per non farsi sgamare di brutto
- scrivere piccolo per farci stare il possibile
E' ovvio che il gioco non vale la candela. Per nulla. Se poi contiamo che io oggi sono arrivata con tre bigliettini (formato A4) che non sono riuscita nemmeno a tirare fuori, altro che sbirciare, si ride proprio. Ci si sganascia. In compenso, al momento della consegna, ho brutalmente aperto il libro e guardato un po' di roba. Da oggi chiudo con i bigliettini: d'ora in poi, copio solo dal manuale originale.

Scritto e diretto da: miazalica a 14:54 | link | commenti (5)

#1   06 Settembre 2006 - 15:58
 
Non sono un esperto in materia di bigliettini. Primo perché non ho mai avuto voglia di fare il microamanuense (sia per pigrizia che per i rischi di strabismo). Secondo perché verrei scoperto anche se il professore fosse Omero.
Qualche tentativo l'ho fatto, ma la sua goffagine fu tale che il tempo dedicatogli si è rivelato perso e la mia carriera di baro un destino irrealizzabile. Parlando di stratagemmi possibili con un mio amico, oltre ai già citati classici, ne è venuto fuori uno che ho trovato davvero geniale. Richiede però un feedback all'altezza. Cioè un'abilità non proprio indifferente nello "sministrare" programmi grafici e compagniabella. In pratica: si prende una bottiglia da mezzo litro d'acqua, oggetto tranquillamente tollerato anche se messo in bella mostra durante un esame scritto. Le si stacca la fascia di carta che la avvolge al centro e la si scannerizza. Poi si eliminano le scritte più piccole e lavorando di fotosciòp e compagniabella si cerca di guadagnare più spazzio possibile. A questo punto non resta che aggiungere le nozioni utili alla nostra causa e il gioco è fatto. Un paio di bottigliette dovrebbero bastare, se si lavora di fino.

Brevetto ancora da sperimentare.
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#2   06 Settembre 2006 - 16:55
 
geniale!
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#3   10 Settembre 2006 - 22:51
 
Mi sono sempre limitata a riempire gli spazi vuoti sulla bottiglietta, ma la trovata di Paul è decisamente geniale.
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#4   11 Settembre 2006 - 00:13
 
Tra l'altro nei casi più estremi (in cui un'etichetta da bottiglia potrebbe non risultare sufficiente) penso che uno potrebbe presentarsi direttamente con una scatola di cereali sul banco. Solo con il quadretto degli ingredienti e la tabella nutrizionale hai già mezzo programma a portata di mano.
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#5   11 Settembre 2006 - 17:48
 
se ci aggiungi pure la busta del latte, volendo ti ci fai pure un esame di stato da privatista a scelta senza aprire libro...
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