venerdì 20 gennaio 2012

martedì, 14 marzo 2006
e io che non so più chi sei e cosa fai - disse lui - ho forse preteso di saperlo, io che cerco di perderti per poi riaverti che ti desidero come si desidera lo stato di malattia per accorgermi di quanto noiosa possa essere la sanità per odorare il dolce fastidio di chi soffre e guarda la medicina nel bicchiere e sorride io che non saprei disegnarti io che vorrei incatenarti io che vorrei vederti andare, tutto questo - dio mio - è insano
- sono qui, in nessun altro posto se non qui, adesso, io, e rido. rido della banalità di questa che chiamiamo scelta, o vita, rido per il tempo breve che basta a cambiare lo stato delle cose, tutte le cose, (è sempre troppo tardi, o troppo presto - punti di vista) e dicono che è importante no non ci credo è tutto un inutile rincorrersi cercare capire e poi abbandonare ed è bello restare nel primo stato - rincorrersi - rincorrersi sempre e ridere e poi d'improvviso abbandonare per poi ridere ancora perchè niente è davvero importante se non che io sono qui, adesso, io, io soltanto, e rido ancora

Scritto e diretto da: miazalica a 11:14 | link | commenti |

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