mercoledì 18 gennaio 2012

martedì, 01 novembre 2005
 
Sono stufa.
Oltre che del mio lavoro, il che è scontato anche perché è ormai diventato il leit motiv dei miei ultimi post, sono stufa di un'altra cosa. Sono stufa degli uomini d'oggi. Dei loro coinquilini, (che nei casi migliori sono ancora -dio mio- i genitori), dei loro lavori precari, delle loro abitudini alimentari, dei loro problemi di digesitone, dei loro acciacchi fisici, dei loro malori, delle loro perdite di capelli, delle loro automobili sempre in panne, della loro poca virilità, del loro gergo tipicamente gggiovane. Voglio tornare a qualche decennio fa, voglio avere un uomo come Bruce Willis, uno che se mi cammina a fianco mi pare d'avere un esercito di 42 uomini intorno, uno che solo a guardarlo capisci che con uno così  non si scherza. Voglio stare con un uomo che a colazione divora 12 hamburgher, 6 uova, 3 bistecche grondanti sangue e una crostata di mele, e che riesce a parlare con la bocca sempre piena senza sembrare uno sfigato che parla con la bocca piena. Voglio stare con un uomo che è un figo anche con una canottiera bianca addosso, senza sembrare uno sfigato con la canotta bianca che picchia la moglie o come minimo non scopa. Voglio avere un uomo che mi chiama "bambola", che mi dice "sei una sventola mozzafiato", che usa quei termini ormai dimenticati dall'epoca del principe di bel air. Voglio avere un uomo possente, manesco e violento, un uomo che quando lo chiamo mi risponde: "Ci vogliono 30 minuti, ce ne metterò 10 per raggiungerti, baby", un uomo che, se gli dico che un tizio ha osato sfiorare con il mignolo il mio didietro, scaraventi all'istante il tipo dall'undicesimo piano, possibilmente contro una serra vetrata, facendogli perdere per sempre l'uso della parola. Voglio un uomo così, rude e maschilista e virile al punto giusto, e lo voglio in moto. Voglio che mi venga a prendere in capo al mondo, e che sia sempre pronto a portarmi via. Lo voglio immondo, macchiato di sangue, sudato e spettinato. Voglio chiedergli poi, "Di chi è questa moto?" E lui, dopo aver sputato, voglio che mi dica "E' di Zed." "Chi è Zed?" voglio chiedergli poi, facendo finta di non sapere che si tratta del tizio che poco prima mi ha toccato il sedere. "Zed è morto, Zed è morto, piccola...." voglio che mi risponda...

Scritto e diretto da: miazalica a 20:30 | link | commenti (4) |


 
Commenti:
#1   03 Novembre 2005 - 01:47

 
Vuoi un uomo come Marv di Sin City, solo un po' più carino, magari. Che ti chiami "(Blondie), la donna perfetta".
Oppure ne vuoi uno romantico ma senza brufoli (metaforici), ovvero uno che sia riuscito a superare la pubertà senza grossi traumi emotivi, uno che non abbia avuto occasione di diventare misogino e non pensi, a livello inconscio, che tanto le donne son tutte puttane.
Io voglio un uomo, punto. Ma che non sia un uomo, piuttosto UN uomo. Uno solo, quello, lui. E nel frattempo mi "godo" questo momento di atarassia della passione. Fermami quando mi esilio volontariamente in un ospizio per zitelle lesbiche.
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#2   03 Novembre 2005 - 13:50
 
http://nostalgian13.splinder.com/post/6055492
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#3   07 Novembre 2005 - 18:03
 
Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico

rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare

dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le pene con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo

ingannai il dolore con del vino rosso
buttando il cuore in qualunque posto
mi addormentai con un vecchio disco
tra i pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto

dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le pene con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo

e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
utente anonimo  
 
#4   10 Novembre 2005 - 02:18
 
Tu vuoi un uomo ed io una donna.
Una donna vera...una, ad esempio, che non inciampi 43 volte in 22 minuti, rovinando per terra, solo perchè non sa camminare sui tacchi...
utente anonimo  

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