lunedì, 28 agosto 2006
Rimango sconcertata quando noto che persino in ambito giuridico mancano dei criteri di obiettività che possano definire un certo tipo di comportamento. Faccio un esempio."Il contraente che non adempie non è responsabile dei danni se dimostra di aver agito come avrebbe fatto nelle stesse circostanze una persona ragionevole e di non aver potuto impedire l'evento per cause superiori alla sua volontà e alle sue possibilità."
Ora. A parte che per cause superiori alla mia volontà io considero anche i dolori mestruali, "una persona ragionevole" mi sembra una definizione alquanto vacillante, anzi, l'intero parametro della ragionevolezza mi pare piuttosto inaffidabile. Ma la dottrina ha pensato anche a questo, e ci fornisce una definizione di "ragionevolezza".
"...si considera ragionevole il comportamento che avrebbe dovuto tenere in quelle circostanze una persona di buon senso e di equilibrio..."
Ora ci sarebbe da definire buon senso ed equilibrio. Ma la dottrina fino a qui non si addentra. Dunque, siccome ho non poche difficoltà a ricordarmi le cose che non capisco, cerco di darmi io stessa una definizione.
Buon senso. Sì, tipo quando uno ti dice "abbi un po' di buon senso", che solitamente significa "non te la prendere". Dunque, per me questo è indice di persona pacifista. Che noia. Equilibrio. Hmm. A me viene in mente uno che consuma esattamente 2500 calorie al giorno. Che fa colazione con due fette biscottate il frutto e la spremuta, come dice la mia confezione di fette biscottate, la mia confezione del frutto e la confezione della spremuta. Oppure mi sembra uno che, al momento di dare uno schiaffo, si morde la lingua e si gira. O ancora peggio, uno che se lo insulti, tipo ti porge l'altra guancia, anzi, l'altro orecchio. Non so, non so, non so. Io per persona di buon senso ed equilibrio mi immagino uno noioso, eventualmente anche un po' pigro. Rivediamo dunque la legge ritoccata dalla sottoscritta.
"Si considera ragionevole il comportamento che avrebbe dovuto tenere in quelle circostanze una persona noiosa, vigliacca e dotata di fiacco spirito umoristico..."
Aaah, ecco, ci capiamo. No, solo perché, ad esempio, io stessa non mi ritengo una persona di buon senso ed equilibrio. (Basta dare una sbirciatina alla mia colazione: cereali + spremuta, che fa diarrea assicurata e sono già un macello di calorie). Poi, mi guardo in giro. Ecco, anche questo mi aiuta mentre studio. Tipo dare un aspetto fisico agli individui che sto studiando. Tipo che da sempre Heidegger io me lo raffiguro con l'aspetto di mio nonno. Oppure, quando tipo ho studiato il "consumatore razionale", mi sono immaginata il mio prof di matematica delle superiori, che si aggira tra gli scaffali del supermercato con la calcolatrice in mano. Con Dostoevskij devo dire che ho sempre avuto un po' di problemi. Dai, è impossibile trovare qualcuno che gli assomigli. Ehi, ma quel barbone che sta passando qua fuori...Poi c'è Dante che, vabbè, facile, è una qualsiasi persona che conosci con un naso importante. Ed ecco, giunto il momento di raffigurarmi la persona di buon senso, non mi viene. Cioè, io non sono. Nessuno della mia famiglia lo è certamente. Nemmeno i miei vicini, credo. Ecco, io credo che sta roba del buon senso non sia una cosa così scontata. Voglio dire, esclude tutti gli individui che ti farebbero una scenata in pubblico, per un motivo di media-grande importanza. Oppure esclude tipo gli esseri che buttano la roba scaduta da un giorno. O che la mangiano lo stesso? Dove sta qui il buon senso? Eh? Me lo spiegate? O tipo: il mio amico viene ripetutamente tradito dalla sua ragazza. E qui dov'è il buon senso? Dirglielo? Non dirglielo? Me lo spiegate cosa diavolo è sto buon senso? Mah. Forse, è l'inettitudine.
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