mercoledì 18 gennaio 2012

lunedì, 26 dicembre 2005
  
Navigo sconsolata tra le pagine che sono solita visitare in internet. Nemmeno la Repubblica suscita più il mio interesse. Sono stufa dei neologismi giornalistici che non sono per niente divertenti quanto quelli sportivi, tra i quali al top metterei lo "slalom gigante", che probabilmente non è nemmeno un neologismo bensì il nome di una vera e propria disciplina sportiva, ma fa proprio sganasciare. Gli altri termini, quelli giornalistici dico, del tipo minicondono, maxirata, maximulta, maxiaccordo, maxibon, maxicarovita e maxillofacciale, non mi divertono affatto. E nonostante tutto la Repubblica non ce la fa a raggiungere il livello di drammaticità della Stampa. Qualche giorno fa ad esempio c'è stata una regolarissima nevicata da inizio dicembre che, a quanto si leggeva dai giornali, pare avesse scatenato il countdown verso l'estinzione degli ominidi. Ecco, in quei giorni, ad esempio, mentre la Repubblica esordiva con un banalissimo "NEVE: NORD IN TILT. COLPA DELLE AUTOSTRADE" (colpa delle autostrade? non indaghiamo sul nesso inesistente), la Stampa stendeva un MAXITITOLO spalmato su due pagine che faceva: "ITALIA: L'INFERNO BIANCO". Imbattibile, come il Dixan. Che è bianco pure lui. A nulla sono valsi i seguenti articolucci melodrammatici della Repubblica ("Io, prigioniero in auto nella tundra lombarda"; "Parte l'operazione NATALE SICURO") contro un sensazionale "INFERNO BIANCO". Infatti oggi ho sostituito il sito della Stampa con quello di "La sai l'ultima?", ci vado quando insomma voglio farmi quattro risate, 'ché sicuramente una cosa nata per essere seria ma che fa ridere è di gran lunga più divertente di una cosa nata per far ridere che fa ridere. Intanto capto involontariamente le dolci parole che si scambiano i miei. Non capisco perchè ci sia il bisogno di raccontare cento volte le stesse cose, con le stesse identiche parole. A ogni discussione sono sempre gli stessi topos: le stesse domande, le stesse risposte, gli stessi argomenti. E poi, quando ne parte uno, si segue la scaletta. Come i brani di un cd, che hanno un loro percorso logico. Allora ascolto, capisco a che "brano-agomento" sono arrivati, e immagino già il prossimo. A volte azzecco, altre stranamente no. Ma in ogni caso, quello che segue è ovviamente un "già sentito". Se non fossi emotivamente coinvolta, tutto questo mi farebbe estremamente divertire. Altro che i titoli della Stampa. Sarebbe appunto una di quelle cose nate serie ma che fanno anche ridere. Mi farebbero ridere i loro modi di dire, i neologismi dispregiativi che sono sempre colpi di genio materializzati in parole, il loro modo sempre identico di raccontare le cose, e di controbattere. Penso anche che adesso potrei abbassare il volume e doppiare le loro voci, e imitarne anche i gesti. Conosco già tutte le battute a memoria. E fa ridere. Come fa ridere un uomo che tradisce la moglie con una più vecchia. E' come uno che ruba droga per comprarsi l'autoradio. E allora, stufa, torno a navigare in internet. Aggiorno il mio blog. Torno sul sito della Stampa. E scopro "decine di intossicati al SUPERMARKET in Russia". Scopro anche che "le feste di fine 2005 si presentano all'insegna del MALTEMPO". Capodanno con la neve, cioè? E che diamine. Ma dove si è visto? E' proprio un posto di merda st'Italia. E adesso sì che mi hanno rovinato la giornata.

Scritto e diretto da: miazalica a 17:56 | link | commenti (1) |


#1   01 Gennaio 2006 - 16:56
 
ehi! un po' di rispetto per il buon mc luhan e i suoi "discepoli" del villaggio globale!
La mia homepage: http://dasvidaniatovarish.blogspot.com/ utente anonimo 

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