P-atto criminale
Numero uno: non è affatto tutto sto capolavoro.
Due: non è affatto un capolavoro.
Tre: montaggio strafigo, veramente.
Quattro: Montaggio strafigo ma di quelli fastidiosi. Tipo quelli che scrivono bene ma scrivono cazzate. Complimenti, eh. Quanti neologismi! Però dici stronzate.
Cinque: un paio di passaggi potevano evitarli: mi avrebbero impedito di capire dopo i primi cinque minuti il finale.
Sei: non puoi costruire una trama sul fatto che alla fine ci dev'essere il colpo di scena, e che il fulcro di tutto è una vendetta. Non puoi. Ormai lo fanno anche nei cartoni della Disney.
Sette: la vendetta no, la vendetta no, la vendetta no.
Otto: la vendetta giustifica ogni morte gratuita nel film.
Nove: se proprio devi fare una roba del genere, fa' che il protagonista sia mosso da soldi, non dalla vendetta.
Dieci: non è che se devi copiare the Snatch devi anche metterci il sosia di Brad Pitt.
Dieci bis: si poteva lavorare molto di più sulla colonna sonora.
Undici: troppe stronzate.
Dodici: battute che non fanno ridere.
Aaaah. Adoro quando gli americani leggono qualcosa di mai sentito e non vedono l'ora di inserirlo come battuta geniale in un film, ma non sanno che qui da noi è roba strasentita. Voglio dire, non farmi la scena solenne, silenziosa, buio, tuoni e temporali e morte mentre Freeman dice, con voce terrificante, "l-e-x t-a-l-i-o-n-i-s", manco stesse recitando a memoria le ultime trenta pagine di Delitto e Catigo rimasterizzato in latino. Oppure l'affare di Charlie Chaplin. Eddai, è una storia vecchia cent'anni. La storia del concorso del sosia, dico. Solo che loro non lo sanno. Il regista deve averlo letto, tutto incuriosito, tipo in Internet, o sentito in qualche film di cinquant'anni fa. E allora te lo butta lì, in bocca a Bruce Willis (la seconda faccia da culo al mondo, dopo Hugh Grant per la sottoscritta, a pari merito con Colin Farrell), ché gli fanno fare la parte del figo che la sa lunga e parla solo a battute geniali. Che non sono affatto geniali. Ma la gente ha riso un casino, eh. Lo so che dopo aver detto questo dovrei andare a consegnarmi spontaneamente al reparto psichiatria, ma quando la gente ride per qualcosa che a me non fa ridere, è la fine. Ogni successivo dialogo è precluso. "Cazzo ti ridi, coglione", vorrei dire al mio vicino. Ma lo guardo con gli occhi da gattona, gli sistemo la spalla nella posizione a me più comoda, e mi riassopisco respirandogli sul collo. Vengo risvegliata dai suoi movimenti bruschi, che avevano giust'appunto quel fine. Faccio la finta imbarazzata: "Oh, mi scusi, mi sono addormentata proprio addosso a lei...piaciuto il film?" "Formidabile." Mi guardo intorno e involontariamente capto ulteriori commenti. "Geniale." "Fighissimo." "Grandioso." "Figata assurda." "Non ho capito niente." "Fenomenale." Immagine della sottoscritta che tira fuori dalla borsa una bomba a mano, stacca la linguetta, dopodiché la lancia dietro di sè nella sala. "Già.", ribatto annuendo, "Formidabile."
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