giovedì 26 gennaio 2012

lunedì, 25 settembre 2006
P-atto criminale
Fatto sta che vado a vedere sto film. Bello, sì. A parte i pezzi in cui mi sono assopita per qualche minuto appisolata sulla spalla del tipo che mi stava a fianco, sono riuscita a seguire abbastanza l'andazzo della trama. Quando finisco di vedere un film, il mio gioco preferito è immedesimarmi nella parte di chi ha ideato la trama e pensare a come gli è venuta in mente. (ad esempio, io sono convinta che l'ideatore de La pupa e il secchione avesse inizialmente pensato di coinvolgere UN secchione con tante pupe, che andavano man mano eliminate: qualcuno deve avergli fatto notare che mettere tanti secchioni quante pupe avrebbe aumentato di gran lunga l'audience, ed eccoci qua). Però, passeggiando sul tappeto rosso del cinema, diretta verso l'uscita, mi accade di fare alcune considerazioni.
Numero uno: non è affatto tutto sto capolavoro.
Due: non è affatto un capolavoro.
Tre: montaggio strafigo, veramente.
Quattro: Montaggio strafigo ma di quelli fastidiosi. Tipo quelli che scrivono bene ma scrivono cazzate. Complimenti, eh. Quanti neologismi! Però dici stronzate.
Cinque: un paio di passaggi potevano evitarli: mi avrebbero impedito di capire dopo i primi cinque minuti il finale.
Sei: non puoi costruire una trama sul fatto che alla fine ci dev'essere il colpo di scena, e che il fulcro di tutto è una vendetta. Non puoi. Ormai lo fanno anche nei cartoni della Disney.
Sette: la vendetta no, la vendetta no, la vendetta no.
Otto: la vendetta giustifica ogni morte gratuita nel film.
Nove: se proprio devi fare una roba del genere, fa' che il protagonista sia mosso da soldi, non dalla vendetta.
Dieci: non è che se devi copiare the Snatch devi anche metterci il sosia di Brad Pitt.
Dieci bis: si poteva lavorare molto di più sulla colonna sonora. 
Undici: troppe stronzate.
Dodici: battute che non fanno ridere.
Aaaah. Adoro quando gli americani leggono qualcosa di mai sentito e non vedono l'ora di inserirlo come battuta geniale in un film, ma non sanno che qui da noi è roba strasentita. Voglio dire, non farmi la scena solenne, silenziosa, buio, tuoni e temporali e morte mentre Freeman dice, con voce terrificante, "l-e-x  t-a-l-i-o-n-i-s", manco stesse recitando a memoria le ultime trenta pagine di Delitto e Catigo rimasterizzato in latino. Oppure l'affare di Charlie Chaplin. Eddai, è una storia vecchia cent'anni. La storia del concorso del sosia, dico. Solo che loro non lo sanno. Il regista deve averlo letto, tutto incuriosito, tipo in Internet, o sentito in qualche film di cinquant'anni fa. E allora te lo butta lì, in bocca a Bruce Willis (la seconda faccia da culo al mondo, dopo Hugh Grant per la sottoscritta, a pari merito con Colin Farrell), ché gli fanno fare la parte del figo che la sa lunga e parla solo a battute geniali. Che non sono affatto geniali. Ma la gente ha riso un casino, eh. Lo so che dopo aver detto questo dovrei andare a consegnarmi spontaneamente al reparto psichiatria, ma quando la gente ride per qualcosa che a me non fa ridere, è la fine. Ogni successivo dialogo è precluso. "Cazzo ti ridi, coglione", vorrei dire al mio vicino. Ma lo guardo con gli occhi da gattona, gli sistemo la spalla nella posizione a me più comoda, e mi riassopisco respirandogli sul collo. Vengo risvegliata dai suoi movimenti bruschi, che avevano giust'appunto quel fine. Faccio la finta imbarazzata: "Oh, mi scusi, mi sono addormentata proprio addosso a lei...piaciuto il film?" "Formidabile." Mi guardo intorno e involontariamente capto ulteriori commenti. "Geniale." "Fighissimo." "Grandioso." "Figata assurda." "Non ho capito niente." "Fenomenale." Immagine della sottoscritta che tira fuori dalla borsa una bomba a mano, stacca la linguetta, dopodiché la lancia dietro di sè nella sala. "Già.", ribatto annuendo, "Formidabile."

Scritto e diretto da: miazalica a 02:39 | link | commenti (1) |


#1   25 Settembre 2006 - 08:35
 
vedi se stavi a cena a casa mia era meglio!!! Buona settimana Jls
utente anonimo  

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