giovedì 26 gennaio 2012

lunedì, 02 ottobre 2006
Ying Yang Rule 
La legge dello ying yang, ideata dalla sottoscritta alla tenera età di circa sei anni, prevede che dopo tanto dolore arrivi altrettanta felicità, e che dopo una serata di merda ti aspetti una serata travolgente. Il passo più importante di questa legge è la quantificazione temporale delle due modalità umorali. Molto banalmente, infatti, ogni cosa che capita è praticamente riconducibile a "gioia o dolore", ma la particolarità della regola da me inventata stava proprio lì, nella constatazione che la durata del momento triste deve necessariamente essere compensata da un momento felice di uguale durata. Fatto sta che questa legge a cui nessun evento della mia infanzia (e adolescenza, oserei ammettere) è riuscito a sfuggire mi ha fatto vivere dei momenti tremendi. Infatti, quando ero al culmine della felicità per un qualcosa che, appunto, mi rendeva felice, io già intravedevo l'ombra di qualcosa di cattivo che stava per arrivare. Poi, puntualmente arrivava. Ed erano cazzi. Come avevo osato, dio mio, essere felice! Il caso vuole, poi, che col tempo la sottoscritta abbia imparato ad abbandonare alcune credenze ed abitudini: niente più legge del bene-male, niente più legge del peccato-pioggia-malessere dei familiari, niente più lamiacopertaYoghiperriuscireadaddormentarmi, niente di niente. La vita iniziava così ad avere più gusto. Via i sensi di colpa, via un paio di altre convinzioni sedimentate da anni, insieme a quell'odiosissimo paio di All star viola (ma chi le ha inventate? ma quanto sono brutte?!) che riposavano nello sgabuzzino ormai dalle elementari. Fatto sta che, quando proprio ti convinci di una cosa, o meglio, dell'inesistenza di una cosa, accade che tutto intorno ti capiti di osservare fenomeni che pare abbiano come unico scopo quello di dimostrare l'inesattezza della tua tesi appena partorita. Infatti, ultimamente noto che le cose che mi accadono paiono proprio avere di nuovo quell'andamento ciclico del gioia-dolore. E proprio ora, ad esempio, sono felice come un maiale a cui hanno concesso un altro mese di vita. Voglio dire, rimettermi a calcolare la media dei voti dopo dieci giorni di incazzatura perché risultava 23.9 per scoprire che si trattava di un banalissimo errore di calcolo della sottoscritta, e che dunque in realtà è 26.1, cazzo, ma ditemi se non è una bella notizia! Quindi ora aspetto la mazzata. Che sarà breve. Perché anche quest'attimo di felicità è stato breve. Giusto la durata del premere un "=" sulla calcolatrice. Ora chiudo, vado in cucina e aspetto, chessò, che mi cada una pila di piatti in testa.

Scritto e diretto da: miazalica a 20:16 | link | commenti (1)

#1   02 Ottobre 2006 - 19:20
 
queste regole le lascerei agli ottantenni...
non ti cadrà in testa nessuna pila di piatti...

sorrido, pensando: è da folli attendere il peggio..( come anche attendere il meglio )

un saluto
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