Dare informazioni alla gente è sempre stato un lavoro molto, molto rischioso. Perchè dopo tre ore te li ritrovi lì. Incazzatissimi. Con il loro indicione puntato addosso, mentre si rivolgono in tono accusatorio al vostro capo. "Mi ha mandato nel posto sbagliato, mi ha mandato in un posto che era chiuso, mi ha mandato lì, ma da lì mi hanno rimandato qui!" Questi, i tipici motivi di insulto da parte dei clienti. Il problema, però è un dilemma che si ripropone da anni, e che credo resterà irrisolto nel tempo. Il dilemma è il seguente: dove caxxo bisogna mandarli sti clienti in modo che non ritornino più?! La risposta al quesito, oggi, non c'è. Per cui, nelle spiacevoli situazioni di disinformazione di cui sopra, abbiamo tre diversi modi d'agire.
1) Fingete di non aver mai visto il cliente in vita vostra.
"Come scusi? IO le avrei detto di andare lì?! Ma sta scherzando? Io ho appena iniziato il mio turno...."
Questa è quella solitamente più efficace. Il cliente, confuso, non potrà che credervi e si sentirà anche vagamente imbarazzato per avervi ingiustamente accusato. E voi, a quel punto, farete come fa chi sa che l'altro ha sbagliato, ma perdona senza esitare...."Eh, sì va bene, dai non faccia così, può capitare...."
2) Giurate di aver dato l'informazione corretta, che però deve essere stata malinterpretata dal cliente.
"Signora, ma cos'ha capito? Le avevo detto che i biglietti glieli avrei stampati subito!"
Questa è già leggermente più rischiosa. La difficoltà sta nel trovare parole omofone. Del tipo. "Signora, ma guardi che io non le ho detto che deve andare al T. Esposizioni! Stavo solo osservando che «sto freddo ci ha rotto i c....!»"
3) Siete disperati.
Il cliente minaccia, per l'ennesima volta, di chiamare la polizia. Ma stavolta, cellulare alla mano, ha deciso di passare all'azione. Aspettate di vedere che abbia schiacciato tutti e tre i numerini. Prima del "2", e SOLO in quel caso, agite.
"Senta...Quella seicento parcheggiata lì davanti, la vede? E' mia. Le lascio le chiavi."
Il cliente farà un mezzo ghigno. Poi sospirerà, e in tono sarcastico osserverà "Che me ne faccio io di una seicento?".
Poi, rilassatissimo, rimetterà il cellulare in tasca. Vi volgerà le spalle e, incamminandosi verso la vostra auto, tirerà fuori dall'altra tasca un coltellino svizzero dalla lama luccicante, sulla quale vedrete riflesso un sorriso di tanti, tantissimi denti.
Perchè è così. I clienti sono bastardi dentro. E soprattutto. Come i boomerang, ritornano sempre.
il terzo mi ispira simpatia..
credo piegherebbe la rabbia..
;-)
un saluto..