giovedì 19 gennaio 2012

mercoledì, 22 febbraio 2006
Ufficio oggetti smarriti
Come già ribadito, l'indole di un popolo si legge attraverso la semantica del suo linguaggio. Ve ne fornisco una prova ulteriore, questa volta prendendo ad esempio 4 lingue e 4 modi diversi di tradurre una stessa cosa.
Ma vediamolo insieme.
Dunque. Notiamo le somiglianze. Gli italiani e gli spagnoli, da buoni mediterranei emotivi e pessimisti, lo chiamano Ufficio degli oggetti, appunto, SMARRITI. Per gli spagnoli, Oficina objetos perdidos.
Gli inglesi, ben più precisi, lo chiamano Lost and Found: perduti e ritrovati; oggetti smarriti nel luogo alfa dal soggetto zeta, ritrovati nel luogo alfa dal soggetto beta. Inoltre, numeri uno nelle sintesi, gli inglesi non specificano che si tratta di un ufficio, e nemmeno che si tratta di oggetti. Ovviamente, lo danno per sottinteso. E non hanno tutti i torti.
Infine, i francesi. Come lo chiamano i francesi l'ufficio degli oggetti smarriti? Bureau des objets trouvés. Ufficio degli oggetti ritrovati. Che bellezza. "Oggetti ritrovati", e uno si sente già bene con se stesso. "Oggetti ritrovati" e ti sembra che abbia smesso di piovere. "Oggetti ritrovati" e ti sembra che il tuo vicino, in fondo, sia una persona per bene. "Oggetti ritrovati", e hai già smesso di controllarti le tasche ogni cinque minuti.
Ecco. Se fosse una nazione, mia madre sarebbe indubbiamente l'Italia. Lei nominerebbe questo l'ufficio degli oggetti non solo smarriti, ma l'ufficio degli oggetti smarriti, ma smarriti proprio. Definitivamente. Perduti per sempre. "Ufficio degli oggetti, ahivoi, ahinoi, spariti per sempre dalla faccia della terra."
Mio padre lo chiamerebbe "Ufficio oggetti appositamente dimenticati."
Mia sorella "Ufficio degli oggetti....ve lo dico quando torno dal bagno."
Io, probabilmente, lo chiamerei "Ufficio oggetti miracolosamente non rubati", o in alternativa: "Ufficio bicchieri mezzi vuoti..."

Scritto e diretto da: miazalica a 00:34 | link | commenti |

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