Tra un post e l'altro (non so perché oggi mi ha preso una irrefrenabile voglia di scrivere) mi dirigo in cucina per mangiare qualcosa. Hmm, la pasta no. Poi non ho voglia di lavare la pentola. Eliminiamo tutti i pasti che necessitano di cottura (forno compreso, e anche quello a microonde, così, per esagerare). Eliminiamo pane e panini perché non ci sono né pane né niente da metterci dentro, se non forse del ketchup dell'estate scorsa ancora in frigo, come una specie di mascotte. Il cerchio si riduce, e di brutto. Elimino anche gli yogurt, boh, non mi vanno e basta. Il cerchio diventa ora un puntino: caffé. Metto su la macchinetta e nel frattempo mi compiaccio della pulizia dei fornelli. Mai stati così puliti. Te credo, nell'ultimo mese sono stata più volte nello sgabuzzino che in cucina e soprattutto, non accendo un fornello da epoche immemorabili. Ed ecco che in maniera del tutto inintenzionata sono diventati l'immagine stessa dell'igiene. La caffettiera addirittura viene riflessa sul metallo sottostante. Mi compiaccio ancora un po'. Poi accendo il fuoco. Torno al computer. Dopo un lasso di tempo imprecisato, per errore, finisco di nuovo in cucina. Vi ritrovo i fornelli ricoperti da una massa liquida marrone e bollente. Tutt'intorno, schizzi di caffé. Sul muro, per terra, sul soffitto. Probabilmente anche in balcone, ma non vado a controllare. Spengo il fuoco. E, senza cambiare espressione né cercare l'ombra di uno straccio, me ne torno desolata in camera. A fanculo anche il caffé.
lunedì 23 gennaio 2012
Tra un post e l'altro (non so perché oggi mi ha preso una irrefrenabile voglia di scrivere) mi dirigo in cucina per mangiare qualcosa. Hmm, la pasta no. Poi non ho voglia di lavare la pentola. Eliminiamo tutti i pasti che necessitano di cottura (forno compreso, e anche quello a microonde, così, per esagerare). Eliminiamo pane e panini perché non ci sono né pane né niente da metterci dentro, se non forse del ketchup dell'estate scorsa ancora in frigo, come una specie di mascotte. Il cerchio si riduce, e di brutto. Elimino anche gli yogurt, boh, non mi vanno e basta. Il cerchio diventa ora un puntino: caffé. Metto su la macchinetta e nel frattempo mi compiaccio della pulizia dei fornelli. Mai stati così puliti. Te credo, nell'ultimo mese sono stata più volte nello sgabuzzino che in cucina e soprattutto, non accendo un fornello da epoche immemorabili. Ed ecco che in maniera del tutto inintenzionata sono diventati l'immagine stessa dell'igiene. La caffettiera addirittura viene riflessa sul metallo sottostante. Mi compiaccio ancora un po'. Poi accendo il fuoco. Torno al computer. Dopo un lasso di tempo imprecisato, per errore, finisco di nuovo in cucina. Vi ritrovo i fornelli ricoperti da una massa liquida marrone e bollente. Tutt'intorno, schizzi di caffé. Sul muro, per terra, sul soffitto. Probabilmente anche in balcone, ma non vado a controllare. Spengo il fuoco. E, senza cambiare espressione né cercare l'ombra di uno straccio, me ne torno desolata in camera. A fanculo anche il caffé.
Scritto e diretto da: miazalica a 16:30 | link | commenti |
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