lunedì 23 gennaio 2012

martedì, 15 agosto 2006
Mi addormento tra le pagine di un libro divertente, il che non vuole sminuirne la comicità. Ma non mi addormento sul serio. Mi ritovo in quello stato per cui non riesci a leggere, non riesci a concentrarti - pensi sarà la stanchezza - ma poi, quando crolli, in realtà non crolli veramente. Chiudi solo gli occhi. E intanto continui a sentire i pezzi che hai selezionato sul media player. Uno per uno. E li senti tutti. Non ne perdi una strofa. Poi ti viene da chiederti se hai messo l'opzione "ricomincia da capo una volta finiti i pezzi". Ma non hai voglia di alzarti per andare a vedere. E nemmeno sai qual è l'ultima canzone. Le ascolti comunque tutte. Poi, ne riconosci una già sentita prima. Ecco, sì l'opzione è attivata. Ora posso dormire. Ma niente, nulla. Non ci riesci. Non ti viene nemmeno in mente di spegnere la musica. Né di coprirti. Né di toglierti le scarpe. (Né il giubbotto di borchie che hai addosso dalla sera prima. Né la pistola che continua a premerti sul fianco.) Richiudi gli occhi. Li riapri. Riprendi in mano il libro. Ne leggi altre due pagine, finché inizi a sbavarci sopra, nell'angolino a destra. Ma dopo un attimo, ti risvegli di colpo. Forse a causa di alcuni rumori sinistri che senti provenire dalla cucina.
Sottoscritta: Ma non ero sola in casa?
Si alza in piedi. Va in cucina. Una ragazza anoressica si sta preparando un té ai frutti di bosco.
Sottoscritta: Dio mio, frutti di bosco?! Che schifo!
Anoressica: A me piacciono.
Sottoscritta: Ma ad ogni modo, chi diavolo sei tu? E cosa diavolo ci fai nella mia cucina? E, soprattutto, da quando in qua in casa mia ho il té ai frutti di bosco?
Anoressica: infatti è scaduto nel 1993, ma fa niente. E' tè.
Sottoscritta: Sì ma tu chi sei?
Anoressica: Vediamo un po'. Non c'è un nome per definirmi. Non sono la noia. Non la stanchezza. Non il sonno. Non la depressione. Non la fame. Non la morte.
Sottoscritta: Forse l'allegria...
Anoressica: Non sono in vena di stupide battutine.
Sottoscritta: Forse sei What else is there dei Royksopp...
Anoressica: Forse...
Sottoscritta: Vabbè va', io torno a dormire. Sei proprio una compagnona tu eh...
Anoressica: Vai, vai...se ci riesci.
Sottoscritta: Ma vaff....
Torno in camera. Mi ributto sul letto. Prendo il libro. Due pagine e...zac. Sonno. Poi non sonno. Sonno. Non sonno. Sono? Mi invento il gioco delle domande. Invece di contare le pecore, inizio a pormi delle domande. Domande che non hanno una risposta esatta. Del tipo. "Chi?" "Quando?" "Sono stati?" "Siamo adesso?" "Freddo fa?" e così via. Finalmente, mi addormento. Al mio risveglio torno in cucina. Una tazza di té, vuota, riposa incollata al tavolo. Guardo con orrore lo zucchero sciolto ormai incrostato sul fondo della tazza. Brutta stronza. Ma almeno se n'è andata.


Scritto e diretto da: miazalica a 15:07 | link | commenti |

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