lunedì 23 gennaio 2012

giovedì, 24 agosto 2006  
Rileggo la stessa frase tredici, che dico, trenta volte di seguito, intercalate da pensieri che hanno vita propria e che si insinuano nella mia testa sapendomi incapace di scacciarli.
"Nell'ambito della legislazione uniforme sulla vendita internazionale dei beni mobili ha particolare importanza...", cinque minuti di buio, poi di nuovo: "Nell'ambito della legislazione uniforme...", poi nuova perdita di concentrazione, e poi di nuovo: "Nell'ambito della legislazione..." e così all'infinito.
In questi casi, in cui il mio interesse per la materia è pari a quello del regolamento di un campionato internazionale studentesco di golf, c'è poco da fare. Quello che faccio di solito è immaginarmi una pistola puntata addosso con il tizio che mi pone delle domande in merito a sta cazzo di legislazione uniforme assicurandomi la vita e la libertà se rispondo correttamente. Ma questo gioco dura poco. Anche perché non ho realmente paura. Sono in pigiama nel letto con il libro teso all'altezza degli occhi e l'unica cosa che mi vedo puntare addosso è semmai l'antenna del mio televisore spento. Quindi rido. Niente da fare. Un'altra tattica che adotto è questa. Che il giorno dopo devo uscire a cena con uno dei maggiori esperti in materia di legislazione uniforme sulla vendita internazionale dei beni mobili, un figo della madonna, e davanti al quale non vorrei sfigurare. Ecco, questa già è più realistica come situazione. Allora, per altri dieci minuti studio concretamente. A volte vado avanti fino a parecchi capitoli, sempre con lo scopo della cena. Ma prima o poi arriva "la sera dopo". E non c'è nessun figo della madonna che è venuto a prendermi. Anzi. Non c'è nessuno che è venuto a prendermi, perché nella foga dell'immedesimazione mi ricordo di aver detto agli amici "Domani sera io non ci sono...sono impegnata", addirittura con fare misterioso. Ed eccoti l'inculata. E' sera. E tu sei lì. Con il figo della madonna di trecento pagine ai piedi del letto. Ne deduco che anche questa è una tattica fallimentare.
Non resta quindi che chiudere il libro e uscire di casa. Questa solo apparentemente non è una tattica di studio. Invece funziona così. Che l'esame non lo passi per la quarta volta, finché non arriva il momento della laurea e quello diventa il tuo "ultimo esame". E, si sa, per passare l'ultimo esame uno venderebbe la madre.

Scritto e diretto da: miazalica a 18:24 | link | commenti (4) |


#1   24 Agosto 2006 - 17:22

 
ehehe non avevo ancora sentito yna tecninca del genere per cercare di assimilare delle nozioni giuridiche.

Ho un amico però, che dopo ogni esame superato si regala una "Signorina". Chissà che combinerà quando arriverà alla laurea. :-D
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#2   24 Agosto 2006 - 19:47
 
e l'unica cosa che mi vedo puntare addosso è semmai l'antenna del mio televisore spento

e

E' sera. E tu sei lì. Con il figo della madonna di trecento pagine ai piedi del letto

due colpi di genio..

( arriverà il figo..prima o poi ti fermerà qualcuno normale )
sorridi
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#3   24 Agosto 2006 - 23:11
 
magari capiterà un colpo da laurea
ed andrebbe bene comunque
però mi piacerebbe leggere ancora di qualche insano individuo..

( sto studiando per me )

'notte
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#4   25 Agosto 2006 - 12:39
 
as soon as you can.. i need you for some informations.
thanx
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