giovedì, 24 agosto 2006
Rileggo la stessa frase tredici, che dico, trenta volte di seguito, intercalate da pensieri che hanno vita propria e che si insinuano nella mia testa sapendomi incapace di scacciarli. "Nell'ambito della legislazione uniforme sulla vendita internazionale dei beni mobili ha particolare importanza...", cinque minuti di buio, poi di nuovo: "Nell'ambito della legislazione uniforme...", poi nuova perdita di concentrazione, e poi di nuovo: "Nell'ambito della legislazione..." e così all'infinito.
In questi casi, in cui il mio interesse per la materia è pari a quello del regolamento di un campionato internazionale studentesco di golf, c'è poco da fare. Quello che faccio di solito è immaginarmi una pistola puntata addosso con il tizio che mi pone delle domande in merito a sta cazzo di legislazione uniforme assicurandomi la vita e la libertà se rispondo correttamente. Ma questo gioco dura poco. Anche perché non ho realmente paura. Sono in pigiama nel letto con il libro teso all'altezza degli occhi e l'unica cosa che mi vedo puntare addosso è semmai l'antenna del mio televisore spento. Quindi rido. Niente da fare. Un'altra tattica che adotto è questa. Che il giorno dopo devo uscire a cena con uno dei maggiori esperti in materia di legislazione uniforme sulla vendita internazionale dei beni mobili, un figo della madonna, e davanti al quale non vorrei sfigurare. Ecco, questa già è più realistica come situazione. Allora, per altri dieci minuti studio concretamente. A volte vado avanti fino a parecchi capitoli, sempre con lo scopo della cena. Ma prima o poi arriva "la sera dopo". E non c'è nessun figo della madonna che è venuto a prendermi. Anzi. Non c'è nessuno che è venuto a prendermi, perché nella foga dell'immedesimazione mi ricordo di aver detto agli amici "Domani sera io non ci sono...sono impegnata", addirittura con fare misterioso. Ed eccoti l'inculata. E' sera. E tu sei lì. Con il figo della madonna di trecento pagine ai piedi del letto. Ne deduco che anche questa è una tattica fallimentare.
Non resta quindi che chiudere il libro e uscire di casa. Questa solo apparentemente non è una tattica di studio. Invece funziona così. Che l'esame non lo passi per la quarta volta, finché non arriva il momento della laurea e quello diventa il tuo "ultimo esame". E, si sa, per passare l'ultimo esame uno venderebbe la madre.
Nessun commento:
Posta un commento