giovedì 26 gennaio 2012

giovedì, 19 ottobre 2006
  
Cioè, voglio dire. Mi alzo, vado in cucina. Faccio il tè. Non è il silenzio a disturbarmi, ma il rumore delle macchine che avanzano nella pioggia, uno specifico rumore che suscita tristezza incontrollabile. Come il rumore della domenica mattina. Accendo la tele, faccio zapping, poi spengo. Su raiuno c'è una bionda troppo semplice per essere avvincente e troppo bionda per non essere stupida che intervista un vecchietto ex detenuto di Auschwitz. La tipa continua a dire "ausvich", e la cosa mi dà in testa. Cioè, non puoi. Non puoi fare una cosa del genere. Voglio dire...niente, non c'è nemmeno bisogno di spiegarlo. Non puoi. Su raidue c'è un cartone improbabile, non so e non ricordo cosa. Raitre: un tipo che gira per l'Italia a assaggiare vini. Poche cose al mondo sono più inguardabili. Poi, retequattro. Ah, retequattro. Lei. Ancora lei. Patrizia Rossetti, dico. Io avevo otto anni, mangiavo i cereali davanti alla tele e c'era lei, con Mondial Casa che ti aspetta. Oggi, quattordici anni dopo, accendo la televisione, e lei è lì. Immutabile. Come invece che quattordici anni fossero passati quattordici giorni, e Mondial Casa lì, ancora che aspetta. Lei, quella voce inconfondibilmente rauca, e Giorgio Mastrota alla sua destra. Giorgio Mastrota, ragazzi. Ma non era quello del gioco delle coppie? Ma non è una roba di cinquant'anni fa? Rimango alllibita. Letteralmente allibita. Voglio dire. Uno che lascia il paese oggi e ritorna tra vent'anni non subirà il minimo shock, se si mette a guardare la televisione. Nello schermo, tutto è immutabile. Accenderà la tele, e ci sarà la bionda di oggi, sempre uguale, a intervistare qualcuno e a dire ancora "ausvich". Ci sarà la Rossetti. Con la sua inconfondibile chioma rossa, l'acciao inox, il cambio shimano, i quattordici pollici e l'intramontabile cornetta. E poi, ci sarà lui. Che uscirà di casa, andrà a farsi un giro. Andrà nel suo vecchio bar, dove prenderà il solito Jack e chiederà della solita cameriera. Ma resterà allibito nel non trovarla. E nel non trovare nemmeno il bar. Allora, sconsolato, prenderà due etti di fegato nella "Nuova macelleria Emiddio" e, pensoso, si dirigerà verso casa.

Scritto e diretto da: miazalica a 11:31 | link | commenti (2) |


#1   19 Ottobre 2006 - 10:43

 
non avrebbe uno shock nemmeno leggendo la pagina della politica di un qualsiasi quotidiano.

il finale è una poesia piccola
bello, molto

buongiorno
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#2   23 Ottobre 2006 - 17:21
 
Bei tempi eh, quando c'erano la Rossetti e Mastrota in tv... io la guardavo allora, ora non la guardo praticamente più, perciò per me è come se non esistessero adesso nel 2006 :)
-Ra-
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