venerdì 20 gennaio 2012

domenica, 04 giugno 2006
  
Lo conobbi quando era all'inizio della sua fine. Alle porte del decennio critico. E soffrii parecchio di questa sua condizione. Le mie giornate diventarono vuote. Le sere, in compenso divennero terribilmente movimentate. Non resta che citare quelle più significative.
1) Sabato sera con over40
Trattasi di vivaci serate in cui la sottoscritta lo accompagna, come un pechinese, in uscite notturne dedite ad alimentare le sue public relations. La sottoscritta, per nulla interessata ai discorsi intavolati tra quarantenni, si allontana e si perde in mezzo alla folla. Conosce qualcuno, si fa offrire da bere ed eventualmente lascia, per inerzia, un numero di telefono. Poi, verso l'alba, riesce a recuperare uno strappo verso casa da qualche passante impietosito.
2) Il capodanno solitario
Trattasi non già di un nuovo noiosissimo gioco di società firmato amico giò, bensì della modalità in cui la sottoscritta ha passato il suo ultimo capodanno. La sottoscritta ha gratuitamente offerto, in casa propria, servizio di Bed&Breakfast ma, colpo di scena, l'ospite è fuggito immediatamente dopo cena, in concomitanza dei botti di mezzanotte, lasciandola sola in casa senza, peraltro, aver corrisposto la quota dovuta.
3) Il sabato italiano
E' un sabato trifolacoglioni in cui la sottoscritta, ed è già un evento eccezionale poiché solitamente non c'è film che mi interessi, propone il cinema intorno alle quattro. Dopodiché passa qualcosa come otto ore consecutive davanti alla televisione, in attesa del suo risveglio. Al risveglio, bello come il sole, propone lo spettacolo delle dieci. "Sta minchia", è la risposta esatta e quella più spontanea.
4) L'attesa sotto casa
La sottoscritta decide, una sera, che è arrivato il momento di sacrificare una delle poche notti in cui può dormire fuori casa. Dunque abbandona il locale e la compagnia alle 2 esatte, per sentirsi dire "un'ora e mezza e sono a casa." Dopodiché si reca sotto casa sua, ma non lo trova. Un inutile giro per la città di notte, tanto per riempire il tempo e svuotare il serbatoio, e poi ritorno nel luogo X. Fa quattro oziose chiacchiere con quattro travestiti al lavoro in prossimità del luogo X, dopodiché decide di tornare a casa sconsolata.
5) Aperitivo al McDonald's
Trattasi di quelle giornate calde e solari in cui hai solo voglia di startene nel dehors del tuo locale preferito a bere una cedrata tassoni con ghiaccio. Invece, inspiegabilmente, tutto si complica. L'inarrestabile cronometro ti osserva ghignando, e batte i minuti che passano uno ad uno nella tua testa. Rimpiangi di aver accettato un incontro a breve e prestabilito termine. Rimpiangi il sole. Rimpiangi la cedrata. E ti ritrovi lì, immobile, in una sala vuota, al chiuso, a fissare il panino dei "mitici del gusto". Anche lui, il panino, ti guarda e sorride. Forse complice. "Spero che almeno sia mucca pazza", un pensiero colpevole balena per un attimo nella tua testa.
6) Sabato sera al kebabbaro
Il sabato sera di gran lunga preferito dalla sottoscritta. Mentre è tranquillamente seduta sotto al sole e si sta bevendo un nauseantissimo daiquiri al cocco, decide di incontrarlo. Ed eccolo, si è addirittura sottoposto all'immane sforzo di venirla a prendere. Lei sale in macchina, sorridente. "Kebab?", è la prima parola che sente pronunciare. (Immagine di lei che abbandona la macchina e torna verso casa, dove la attende un uomo prevedibile ma affettuoso, ma che soprattutto ha già fatto cena). "Kebab.", accetta rassegnata. Dopotutto, è anche per questo che lo ama.


Scritto e diretto da: miazalica a 14:00 | link | commenti (6) |

#1   05 Giugno 2006 - 13:54
 
che tristezza!
utente anonimo  
#2   05 Giugno 2006 - 16:13
 
Mia... chiediGli un consiglio su un kebabbaro... per sabato sera mi hanno proposto preserata al MIDO... è di qualità la carne?
Paola
utente anonimo  
#3   05 Giugno 2006 - 19:08
 
Ha detto "carne ok, igiene ok, zona ok", ah ha anche detto di fare il suo nome che il "vecchio Mido" ti fa pure lo sconto... (li conosce tutti, i kebabbari della città...)
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#4   05 Giugno 2006 - 19:11
 
Come che tristezza? E' uno spasso invece! Anzi, è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita...(ti voglio bene, piccola canaglia)
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#5   06 Giugno 2006 - 11:35
 
ahahaha, sempre avanti con le descrizioni. Il finale del macdonald's è da oscar.
Paolo
utente anonimo  : 
#6   06 Giugno 2006 - 17:13
 
almeno non ti obbliga ad andarlo a vedere giocare a calcetto con gli amici di lavoro.
se vuoi facciamo cambio...
ele
utente anonimo

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