Da GIANCARLO
Il Giancarlo, per chi non lo conoscesse, o ancor meglio per chi, come mia sorella, è convinto si tratti di un meridionale a Torino per lavoro, è un locale dei Murazzi che, come tale, si affaccia sul Po come tutti gli altri. Ma il Giancarlo è un locale passato alla storia, in particolare si narra dei famosi "martedì da giancarlo" che paiono esser diventati l'unica ragione di vita (seconda soltanto all'ultima innovazione del rouge pulp) delle ventenni nonché liceali torinesi. Giancarlo è un piccolo universo che raccoglie campioni di ogni specie umana. E' un po' come l'Arca di Noè di Torino, insomma. Gianki accoglie sempre tutti: alternativi, squatter, fighetti, senzatetto, senzatette, e anche gli ultimi stronzi che vi si riuniscono solo verso le sei del mattino, dopo un'altra notte passata tra le casse dei locali della concorrenza. Che poi in realtà si dà il caso che il Giancarlo non abbia affatto concorrenza, poiché unico nel suo genere. La bellezza del giancarlo come locale, che sicuramente non è estetica, sta nel fatto che uno lì dentro non si sente mai a disagio. Da Gianki uno non si sente mai troppo sbronzo, perchè a guardarsi intorno, c'è sempre qualcuno più sbronzo di te. Uno non si sente mai troppo scrauso, perchè lì c'è sempre qualcuno vestito peggio di te. Da Giancarlo uno non si sente mai troppo basso, nè troppo brutto, nè troppo chiatto, perchè lì C'E' SEMPRE QUALCUNO CHE LO E' UN PO' PIU' DI TE. Infine, ed è quel che conta, uno da gianki non si sente mai uno sfigato, perchè come ti giri puoi sempre vedere qualcuno messo peggio di te: nasi sanguinanti, gente senza braccia, facce sfregiate...sì sì il gianki non storce il naso proprio con nessuno! Ieri sera ero lì, capitata quasi per caso, impegnata a fare quel che ogni frequentatore abituale fa da giancarlo: non banalmente a ballare, non prevedibilmente a bere, bensì a torcere il collo a destra e a sinistra, ripetute volte, strizzando gli occhi per vedere meglio se girava qualche faccia amica. Facce amiche. Ecco la parola d'ordine del gianki. Uno va lì, sta nel dehor, si accende una sigaretta, e poi inizia a guardarsi istericamente in giro, sperando di incontrare qualcuno, un qualsiasi conoscente, anche fosse la sfigatissima panettiera di sotto casa, anche fosse lo stronzo che ti è entrato dentro con la sua punto l'altro giorno. Ma non tutte le sere sono vincenti. Ecco, un metodo per capire se uno nella vita può considerarsi un fallito è proprio andare da giancarlo. Se neanche lì nell'arco di tutta una notte ti capita di non dico scambiare due parole, ma nemmeno intravvedere qualcuno che conosci, ebbene, carissimo, sì sei un fallito. O forse, semplicemente abiti a Forlì. Ed era proprio in quel momento che mi accorsi che erano già le tre e mezza e io, santo cielo, non avevo ancora incontrato nessuno di mia conoscenza. Al che ho iniziato a sudare. Ho anche tirato fuori gli occhiali, ad un certo punto. La situazione si stava facendo pesante, mi sentivo svenire. E allora, ritorno al banco: un altro chupito, per favore. Al quattordicesimo chupito, che, non si sa per quale strana ragione ormai avevo iniziato a chiamare "cupido", decisi che quel momento fosse arrivato anche nella mia vita: è il momento in cui uno decide, sa e DEVE mentire a se stesso. In quel momento infatti, mi era parso di non avere alternative. Occorreva agire. Non potevo uscirmene come una stronza da giancarlo senza prima aver parlato con un solo stronzo dentro al locale. Al che mi avviai verso il primo tipetto che poteva sembrarmi vagamente più sbronzo di me, decisa. "Ciao", gli dissi. E prima ancora che avesse il tempo di domandarmi chi diavolo io fossi, aggiunsi: "Ti ricordi di me?" Il tipo appoggiò la birra per terra e mi guardò dal basso verso l'alto. Si alzò in piedi, e dopo un attimo di smarrimento, con un sorriso a 36 denti esclamò: "Nooo, Serena!" Lo guardai con una faccia tra la stupita e la sconvolta, faccia che non deve essere una delle mie migliori. Non potevo crederci. Mi aveva effetivamente scambiato per una Serena sua conoscente, e ora non mi restava che continuare il gioco. "Ehi! E tu, com'è?" Gli chiesi, evitando con nonchallance di pronunciare il suo nome. "Tu? Non mi dire che ti sei già dimenticata anche il mio nome..." mi accusò, il che mi fece pensare che forse la mia nonchallance non era stata poi così ben imitata. "E poi, dopo tutto quel che c'è stato..." aggiunse. Tutto quel che c'è stato?! E che diamine sarà? Ero forse io una sua ex? Probabilmente sì, ma una ex di che tipo? Delle elementari? Del liceo? O una roba recente? E poi, che tipo di ragazza sono stata? Gelosa? Oppressiva? Stronza? Ma lui continuò: "Guarda, non mi sembra il caso di ritirare fuori quella storia perchè sono sbronzo, e mi sto divertendo e volevo far finta di niente, ma in realtà ci tenevo che sapessi che non ho mai più incontrato una stronza delle tue dimensioni!" Ecco, la risposta. Ero stata una stronza quindi. Com'era folle tutto ciò: essere prima scambiata per un'altra, e poi anche insultata, e da uno sconosciuto pure! "Ma tu cosa vuoi dalla mia vita?" Gli chiesi, uscendo un po' fuori dal copione. "Serena, guarda che adesso mi incazzo davvero! La smetti con questa sceneggiata? Cos'è, fai finta di non conoscermi adesso? Eh? Vogliamo essere due sconosciuti? E allora per che cazzo mi sei venuta a salutare eh?" Al che, siccome iniziava ad alzare la voce, e più di una (dozzina) di persone si era voltata a guardarmi, pensai bene di levare i tacchi ed andarmene. Ma putroppo quella sera non avevo i tacchi. E lui, fermandomi per un braccio, continuò, sempre gridando. "Ma lo sai che sono stato zitto per tutto questo tempo ma forse è ora che ti dica tutto quel che so, e che io dica a tutti che merda di persona è davvero Serena Tessari!" Ah, ecco, ora so anche il mio cognome, pensai. Dopodiché pensai che dovevo andarmene prima che il tizio combinasse qualche casino. "Ora vado", gli dissi, e mi avviai verso l'uscita. Tutto il locale mi seguì con lo sguardo, mentre lui ancora gridava: "E allora almeno adesso ci vai a letto con quello? E gli piaci?! Guarda che non sei nemmeno tutto questo splendore! Con i vestiti non si vede, ma hai un culo che è una petroliera britannica! E ragazzi, guardatela un po' quella! Ma lo sapete che se non si depila quella c'ha più baffi di Abatantuono!!" Non potevo crederci. Era surreale. Un minuto prima NESSUNO dell'intero locale si era accorto della mia presenza, ora tutti gli occhi erano puntati su di me, e non sulla mia provocante scollatura come a volte era successo, ma sui miei baffi da Abatantuono! Viola dalla vergogna, corsi via dal locale, e mentre salivo le scale per andare alla macchina, altri insulti mi accompagnarono: "E hai anche la cellulite!!" è quello che mi è rimasto più impresso. Bene, brava Serena. Pure brutta, pare. Proprio con te mi doveva confondere? Bene. Bel martedì sera è stato. Bene. Bene. Bene. Ma il Giancarlo è anche questo. Incontri, scontri, facce amiche e nemiche. E poi, ancora una volta GIANKI insegna che al mondo c'è sempre qualcuno più sfigato di te. E di me. Serena, ad esempio.
Scritto e diretto da: miazalica a 19:42 | link | commenti (7) |
Caro Gino,
mi dispiace. Ma le diecimila lire le ho già spese, ho comprato la nuova linea anticellulite della Clinéans, e ho affittato "Mediterraneo". Volevo proprio vederlo, sto Abatantuono.
In alternativa possiamo beccarci da giancarlo martedì prossimo, se ha la casa libera, cioè se i suoi saranno ancora giù al mare.
Un bacio, Sere
mi dispiace. Ma le diecimila lire le ho già spese, ho comprato la nuova linea anticellulite della Clinéans, e ho affittato "Mediterraneo". Volevo proprio vederlo, sto Abatantuono.
In alternativa possiamo beccarci da giancarlo martedì prossimo, se ha la casa libera, cioè se i suoi saranno ancora giù al mare.
Un bacio, Sere
tornerai da giancarlo?
se vuoi ti presto il nome per la prossima serata
se vuoi ti presto il nome per la prossima serata
ma a me la cellulite piaceva! a giancarlo come a me poi picciono i culi un po'(che bagna l'omonimo locale) abbondanti; meglio però grossi come quello di una balena e non come una petroliera britannica che a me, soprattutto se vedova e disponibile, può piacere ma che giancarlo odia da quando una che perdeva idrocarboni ha inzaccherato la spiaggia dei suoi l'estate scorsa (tra l'altro occhio al "mediterraneo"). Quanto ad abatantuono, l'ho visto ieri ai murazzi che versava un liquido giallognolo nel Po ed era alquanto infastidito dai miei tentativi di guardarlo in faccia; quando ad un certo punto s'è girato urlando, mi stava puntando qualcosa addosso, credo fosse una pistola ad acqua, ma stavo scappando e non ho visto bene. sappi comunque che adesso parla fluentemente l'arabo e si fa chiamare aziz.
se vuoi vederlo comunque stai attenta agli abalampi, l'abatantuono arriva un po' dopo perchè la velocità del suono è minore di quella della luce.
per le diecimila lire, va bene così, te le abbuono, magari martedì ci vediamo da giancarlo, se non ti ricordi di me (adesso porto i capelli biondo platinette, li porto alla bella marinara, li porto come l’onda comelonda in mezzoal mar ci stan i camin che fumano e altri canti popolari eseguiti dall’orchestra popov) sarò quello col fiore all’occhiello dell’articolo d’apertura del giornale sotto l’ascella. Aspetterò sole24ore e poi mi farò avanti! E sarà una liberazione se ci sarà unità d’intenti.
Ricambio i tuoi baci
gino
Ps non mi chiamare, tengo la cellulite spenta.
se vuoi vederlo comunque stai attenta agli abalampi, l'abatantuono arriva un po' dopo perchè la velocità del suono è minore di quella della luce.
per le diecimila lire, va bene così, te le abbuono, magari martedì ci vediamo da giancarlo, se non ti ricordi di me (adesso porto i capelli biondo platinette, li porto alla bella marinara, li porto come l’onda comelonda in mezzoal mar ci stan i camin che fumano e altri canti popolari eseguiti dall’orchestra popov) sarò quello col fiore all’occhiello dell’articolo d’apertura del giornale sotto l’ascella. Aspetterò sole24ore e poi mi farò avanti! E sarà una liberazione se ci sarà unità d’intenti.
Ricambio i tuoi baci
gino
Ps non mi chiamare, tengo la cellulite spenta.
Bè, fantastico sto posto, dovrebbe essercene uno in ogni città, paese o borgo.
Prima di farsi la fama dovresti metterci delle comparse, per farlo decollare, assoldare tipi estremi, molto brutti, ma anche troppo belli, sfigati ma anche molto più fortunati, molto alti e molto bassi, grassi e molto magri. Per l'inaugurazione però devi proprio venire tu, nelle vesti di Serena chiaramente, il tipo un pò incazzoso che ce l'ha con le donne e si ubriaca posso farlo io, non dovrebbe riuscire difficile. Apriamo a Roma un Gianki anche noi, un posto così non esiste qua, fichissimo dai,dai,dai. Che storia!!
Prima di farsi la fama dovresti metterci delle comparse, per farlo decollare, assoldare tipi estremi, molto brutti, ma anche troppo belli, sfigati ma anche molto più fortunati, molto alti e molto bassi, grassi e molto magri. Per l'inaugurazione però devi proprio venire tu, nelle vesti di Serena chiaramente, il tipo un pò incazzoso che ce l'ha con le donne e si ubriaca posso farlo io, non dovrebbe riuscire difficile. Apriamo a Roma un Gianki anche noi, un posto così non esiste qua, fichissimo dai,dai,dai. Che storia!!
stai serena
gino